◊ Il gatto che aggiustava i cuori ◊

Bentornati Sperduti.

Altra recensione di Gennaio on the read!, ed ennesimo protagonista felino! Di differente c’è che non si tratta di un romanzo biografico – come quello scritto da James Bowen, che potete trovare QUI -, ma dell’avventura alla ricerca di una nuova casa, vissuta direttamente dal punto di vista del tenero gatto Alfie, in mezzo alle vite dei personaggi di Edgar Road.

Vi presento Rachel Wells con il suo: Il gatto che aggiustava i cuori.

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Scheda

  • Titolo originale: Alfie The Doorstep Cat
  • Autore: Rachel Wells
  • Casa Editrice: Garzanti Editore
  • Anno di pubblicazione: 2014
  • Genere: narrativa
  • Pagine: 313
  • Prezzo di copertina: € 9, 90

Recensione

Il giorno in cui la dolce padrona di Alfie, Margaret, si addormenta nella quiete dei suoi lunghi anni di vita senza più risvegliarsi, l’esistenza di questo gattino viene sconvolta dall’incertezza del futuro. La casa in cui ha vissuto fin da cucciolo sta rapidamente svuotandosi di ogni gingillo – mobilia – fotografia, testimoni silenziosi di un tempo ormai passato; mentre Linda, figlia di Margaret, discute col marito di un gattile a cui affidarlo … Come intonaco vecchio, le sicurezze di questo felino si sgretolano sotto i duri colpi del cambiamento.

Capendo di essere rimasto solo, chiede consiglio alla dolce Mavis – gatta anziana dal rassicurante istinto materno – alla quale confida l’opprimente tristezza che lo pervade e grazie ad una lunga chiacchierata accetta l’inevitabile. Solamente una soluzione sembra esistere: scappare. Allontanarsi il più possibile da quel luogo ormai freddo, per incamminarsi senza meta alla ricerca di una nuova famiglia. Terrorizzato, torna a casa di Margaret aspettando che cali la notte, per poi sgattaiolare fuori ritrovandosi per la prima volta senza un riparo a cui tornare. Non avendo idea di quale direzione prendere, Alfie vagabonda per i quartieri londinesi, imparando fin da subito il peso del profondo senso di vuoto che accompagna la solitudine. Esasperato da questa condizione, si trascina stancamente nel deserto della notte con il cuore oppresso e le zampe tremanti. La strada, però, è spesso un luogo pericoloso, specialmente per un gattino abituato al calore di quattro mura, ai comodi sonnellini consumati appallottolato sul divano e alle carezze gentili da parte di mani amorevoli; infatti i brutti incontri non si fanno attendere a lungo: tra gatti randagi non proprio amichevoli, mostruose automobili dagli occhi luminescenti, terribili cani dalla dentatura appuntita e uomini meschini inclini alla cattiveria, ogni nuovo pericolo alimenta l’angoscia del piccolo gattino.

Fortunatamente l’istinto di sopravvivenza prende forma fianco a fianco alla paura, crescendo di pari passo fino a controllarla. Alfie inizia così a capire come destreggiarsi in mezzo agli innumerevoli pericoli, trasformandosi da gatto da divano ad abile vagabondo. Impara a procacciarsi cibo – sperimenta le prime azzuffate, scoprendo un’agilità che non pensava di possedere – comprende velocemente il momento migliore per attraversare un’enorme strada rumorosamente trafficata e apprende con gioia quanto l’amicizia sia generosa anche nel mezzo di una strada. Una grinta nata dal felice ricordo della sua Margaret e dell’anziana gatta Agnes – anche lei adottata dalla signora -, con le quali formava quella famiglia che ormai ha perso.

Per intere settimane Alfie vive allo sbando, senza riparo o un pasto assicurato … Finché, un giorno, si trova davanti agli occhi un tranquillo quartiere dalle case schierate ordinatamente ai lati della strada. Una strana sicurezza si fa largo nel suo cuore: finalmente è giunto alla sua meta. Edgar Road.

Il primo incontro avviene con Claire, una giovane donna dagli occhi velati da una recente delusione con la quale instaura rapidamente una tenera amicizia. Nonostante questo, Alfie decide fin da subito di intraprendere la professione di gatto dei portoni – molto in voga tra i felini senza fissa dimora – per evitare di ritrovarsi, in futuro, ancora solo e spaventato. Il piano consiste nel piazzarsi davanti alle porte d’ingresso del vicinato, con la speranza di instaurare un legame affettivo con più famiglie possibili e crearsi, così, un cuscinetto “anti randagismo”. Seguendo questo schema, fa la conoscenza di Jonathan, quarantenne in apparenza scorbutico, di Franceska con relativa famiglia e della neo mamma Polly con il marito Matt. Destreggiandosi fra una colazione con Claire, una sosta davanti alla tv di Jonathan e le ore sfiancanti del pomeriggio insieme ai bambini, la ruota comincia a girare a favore di Alfie.

Ma gli esseri umani sono strani, si sa, e si portano dietro pesanti tristezze che non sono in grado di controllare, e gli abitanti di Edgar Road in questo non sono da meno. Sarà proprio in quel momento che il vecchio gatto da divano ormai gatto dei portoni Alfie, gli aiuterà ad aprire gli occhi, riuscendo a salvarli dal freddo dell’infelicità.

Considerazioni personali

La parte che mi ha coinvolta è stato il finale, fattore determinante per il mio apprezzamento al romanzo. Purtroppo l’interesse è iniziato e terminato lì, infatti ho riscontrato parecchie difficoltà durante la lettura: continue le ripetizioni dell’autrice nell’intento di descrivere lo stato d’animo del protagonista; noiosi i dialoghi fra gli abitanti di Edgar Road che, in certi casi, sembrano attori scadenti al primo ciak; meccanici e prevedibili i comportamenti di Alfie in qualsiasi tipo di situazione. Lo stile narrativo non mi ha entusiasmata e, sotto alcuni aspetti, nemmeno il protagonista – troppo altezzoso per i miei gusti.

Voto: 6/10

Mary

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2 thoughts on “◊ Il gatto che aggiustava i cuori ◊”

  1. Quando si dice le coincidenze, lo sto leggendo proprio in questo momento e mi piace tantissimo! Non solo Alfie è speciale ma ho la precisa sensazione di conoscerlo meglio pagina dopo pagina. Certo resta il protagonista del libro e pare quasi irreale, perché in effetti i gatti che conosco sono molto diversi, più aggressivi e non interagiscono così tanto.

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