Amori e Bambole di pezza

Bentornati Sperduti.

Quando ero bambina, a casa mia vigeva la regola non scritta che se un gioco, a forza di usarlo, ne usciva rovinato o peggio: distrutto! – c’era solamente una cosa da fare: riporre fiducia nell’aggiustatutto di famiglia perché rimediasse al danno. Nessuno spreco inutile! Un qualcosa di guasto ha diritto a una seconda occasione.

Una volta adulta è diventata lampante la mia inclinazione nel perpetuare il mantra d’infanzia nelle relazioni con gli uomini. L’unica differenza sta nel fatto che il factotum familiare non si trova al vertice delle chiamate d’emergenza di questo settore, dunque l’esigenza di arrangiarsi nasce da se. Certo non si può sedere alla tavolata di parenti piagnucolando per l’ultima litigata avvenuta con l’amore di turno! Vi immaginate la scena? – Non posso farcela. Sta diventando intollerabile il suo atteggiamento! – disse lei, tra un singhiozzo disperato e il successivo. – Ma cosa è successo?! -, – Cosa vuoi che sia successo? Lui e i suoi difetti! Sai che non risciacqua mai la doccia dopo averla usata? Ed io a rimediare alle sue mancanze! -. Già si palesa nella mente l’espressione basita dei commensali, che consiglierebbero volentieri, sia a te che al tuo vano malumore, una frequentata meta turistica: Quel Paese. C’è da tenere presente che nessuno sarà mai in grado di concepire problemi e sentimenti di una coppia, se non la coppia stessa; e quello che può sembrare una sciocca lamentela, probabilmente – e per particolari buoni motivi – è per gli innamorati un motivo di stress e nervosismo. Sostenitrice di questa prudenza, col passare del tempo mi è divenuta chiara una verità: l’unico aggiustatutto a cui posso rivolgermi in queste situazioni, sono io! Con l’inconveniente che ora, a rompersi, non sono bamboline di plastica o facsimile dei primi cellulari, ma i sentimenti. E quelli, è davvero possibile aggiustarli sempre? Oppure arriva un momento in cui si osservano gli ingranaggi sparsi per il pavimento e fra se e se si getta la spugna?

Non sono mai stata un’alunna modello, ero la classica ″potrebbe, ma non si applica″ – il che era vero. Nonostante questo ho sempre cercato di trarre anche solo un insegnamento utile dai noiosi discorsi in aula. Magari prestavo attenzione ad un singolo aneddoto di cinque minuti raccontato dal prof, su quarantacinque di lezione; però quel dettaglio lo portavo via con me, lo analizzavo ripetendomelo nella mente e mi adoperavo per scovare il modo di renderlo funzionale nella mia vita. Così ho fatto con le relazioni. Io che di natura sono sinonimo e contrario, ho spesso messo a dura prova il fidanzato di turno con i due ingredienti di un potenziale disastro: spensieratezza ribelle + orgoglio caparbio. – Non è quindi raro che qualcuno mi inviti a soggiornare presso la prestigiosa meta turistica citata sopra. – Se a questo binomio andiamo ad aggiungere il mio pragmatico metodo di studio ispirato da L’Attimo Fuggente – imparare sul campo senza buttare nemmeno una sbirciatina al manuale di istruzioni! – allora ci ritroviamo con una ragazza senza nessun limite, restia ad abbassare la testa perfino davanti ai propri errori e in corsa a 100km orari sulla strada dell’apprendimento sentimentale. Ergo: una notevole sequenza di catastrofi. ″Potrebbe, ma non si applica″! Infatti non ci è voluto molto perché arrivasse la prima, sofferta, rottura amorosa – e la seconda. E’ stato poco dopo quell’esperienza, che ho avvertito lo Specchio delle Romanticherie Infantili frantumarsi nel nulla – o meglio, nella realtà – regalandomi un’ultima visione dei suoi riflessi … Mentre mi cadevano addosso in una doccia gelata di schegge affilate! Ve li ricordate Dawson e Joey Potter, con il loro amore impossibile? → Gelosie e rancori generano l’illusione della fine, in realtà non sono in grado di dividere! ← E la storia nata tra la spumeggiante Rossana e il teppista di quartiere Eric? → Non contano le offese, i soprusi, le ripicche … Perché l’amore riesce comunque a sbocciare. Esattamente come una rosa fra le proprie spine. ← In questo caso l’insegnamento risulta chiaro e conciso: l’amore persiste, senza affievolirsi. E’ sufficiente mostrare il proprio dispiacere per l’errore commesso, senza tralasciare una perfetta imitazione degli occhioni incantevoli del Signor Gatto con gli Stivali (che inteneriscono pure il granito), e tutto viene perdonato dalla parte offesa. Eh no, cari sceneggiatori di serie per teenager, non funziona mica così! Una delle rare volte in cui tento di studiare la teoria, non potete gabbarmi a questa maniera, che poi una ci crede!

Insomma, come ho detto, sono stata lasciata dal mio primo amore – e dal secondo – ma non ho mai davvero capito come avviene. All’inizio basta una parola sdolcinata e a tutto si trova rimedio, anzi, il litigio sembra agire da super collante: i sorrisi si illuminano, le romanticherie si sprecano, i baci si moltiplicano. Insomma, superata la bufera si entra in assetto carini e coccolosi. Poi, all’improvviso, tutto questo perde il proprio potere e ci si ritrova, all’indomani di una lite, completamente stanchi e svuotati. La voglia di parlarsi, il bisogno di vedersi, il desiderio di viversi … Svaniscono non troppo lentamente. Faccio attualmente fatica a concepire l’enigmatico meccanismo che porta un Io a diventare un Noi, figuriamoci il contrario. Un Noi che torna ad essere un singolo Io, dopo essere stato un SOLO Noi … Com’è possibile?!

Ancora non lo concepisco, ma a differenza del momento in cui il mio primo amore si è trasformato nel mio (ex)amore, ora lo comprendo. Le relazioni non sono come la bambolina di pezza che custodiamo dall’infanzia; non possono essere ricucite all’infinito, se no il tessuto si straccia e non ne rimane nulla, tranne che dell’ovatta sparsa sul copriletto in sostituzione ai petali di rosa. Ci sono arrivata utilizzando il mio metodo da scolara: con la pratica. Così, una ragazza abituata ai sedili del carro dei mollati, cambia corsia e prende posto sul carro opposto.

E’ successo con Hugo.

Per sei anni e mezzo abbiamo onorato la segreta parola che gli innamorati si scambiano fra i baci: SOLO Noi. L’ho conosciuto poco prima di compiere diciotto anni, quando lui era appena entrato nei suoi venti, e le abbiamo affrontate tutte da quel giorno. Abbiamo superato perfino i ripensamenti, i dubbi ingombranti di chi ci è a fianco, le colpe e le scuse, le pugnalate alla schiena. In poco ci siamo costretti a capire pure gli adulti … Perché i soldi non crescevano sugli alberi. E così abbiamo litigato pure per quelli, tra le altre cose. Due ragazzi che si incolpano per i nervosismi della vita.

Ci siamo però anche amati davvero, davvero, molto. Così tanto da esserne intimoriti, e una cosa del genere non mi era mai successa. Fra l’intesa immediata e il sentimento strabordante, tutto è piombato nella mia vita così rapidamente da disorientarmi; anche se a me andava bene così: un Amore folle composto di follie d’amore. Forse esiste una correlazione fra i sentimenti perché: tanto amore ci siamo dati, tanto male ci siamo fatti. Ed esattamente come per la sintonia, nemmeno quel dolore assordante mi era ancora capitato di provarlo. Dawson e Joey non ne sarebbero certo fieri … Perché, in quel momento, ho lasciato. Io, che pensavo bastasse ago e filo per ricucire i sentimenti come bambole di pezza, ho scritto la parola fine alla nostra storia d’amore.

Cos’è che cambia arrivati a un certo punto? Cosa ci spinge a dire basta una volta per tutte?

I fidanzati litigano ma poi fanno la pace. Come se non fosse mai passata di lì una tempesta. Io ancora non capisco. Non capisco ne il primo ne il secondo (ex)amore, e non capisco nemmeno me stessa.

Forse si esaurisce semplicemente l’entusiasmo, oppure lo stare assieme diventa una routine troppo noiosa; forse è la vista del peggio dell’altro a farci scappare via. Magari è invece la consapevolezza che l’altro abbia visto il nostro peggio … E questo non lo accettiamo o non ce lo perdoniamo. Può darsi che ci spaventi un qualcosa di stabile che rimanga per sempre, prospettando un futuro per noi troppo uniforme.

Sta di fatto che arriva il momento in cui si guarda oltre i vetri della finestra e, al posto del tepore dentro casa, si inizia a desiderare l’aria fresca dell’esterno. L’ago e il filo allora non servono più … Non per ricucire un amore, questo è certo.

Dunque mi chiedo: l’amore, quello delle follie, ha quindi una scadenza? Svanisce tutto all’improvviso proprio come è iniziato?!

Mary

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