Di scrittura: esercizi. III

SCRITTURA1

Bentornati Sperduti.

Finalmente riesco a sedermi qualche minuto in vostra compagnia, dopo una mattinata intensa di faccende da sbrigare. Parafrasando ironicamente una pubblicità ormai passata alla storia: tutto il giorno fuori e dentro casa, a colazione due wafer al volo e adesso … No, il finale cambia, perché ancora la fame non mi ha annebbiato la vista (nonostante l’impazienza di addentare un gustoso piatto fumante si stia facendo sentire da almeno un’ora!). Quindi, e adesso? Adesso scrivo 🙂

Scrivo, e scrivendo mi esercito nello scrivere.

Siete pronti per un nuovo compito concepito per noi Lettori e Scrittori Sperduti dalla mente di Roberto Cotroneo?!

Partiamo! Come sempre: introduzione capitolo – traccia esercitazione – svolgimento.

Ci vediamo a tema concluso.


Lezione 3

L’incipit

Di come si inizia un racconto e di come si inizia un romanzo. Del modo tradizionale. Del modo in media res. Della scelta dello stile e della scelta della lingua. E del grande dilemma della prima persona e della terza persona.


• Pausa ricreazione •

Tutti giù in cortile! Chi a depredare le macchinette, chi a fumare una sigaretta, chi a spettegolare sull’outfit orrendo di turno e chi a messaggiare col moroso.

Eeeeeee … Di nuovo in classe!


Esercizio

Scrivete un incipit di racconto o romanzo a vostra scelta. Che si ispiri al progetto dell’esercizio precedente o a una nuova idea che vi è venuta successivamente. Non scrivete un testo lungo, cercate di non superare le duemila battute.


Svolgimento.

Questo foglio di carta impreziosito da una leggera tonalità seppia, mi fissa ormai dalle due del pomeriggio. Come un poliziotto invadente nel pieno di un interrogatorio. Troppo eccitato all’idea di aver afferrato le redini del gioco per comprendere lo sfiancante vuoto che impedisce alle risposte di scavalcare le mie labbra umide.

Se fossi in lui non alzerei la cresta, ridotto com’è! I bordi frastagliati fanno più pensare ad un’antica mappa custodita malamente, magari abbandonata per interi anni tutta spiegazzata all’interno di un baule. Una chiazza di umido troneggia sul bordo destro. Forse caffè, oppure della vecchia crema al whisky.

Solamente uno, tra i suoi quattro angoli geometrici, non ha ceduto al peso dell’indifferenza che gli ho riservato. Gli altri tre ripiegati su sé stessi, affaticati. E’ quasi insopportabile trovarsi di fronte all’ostinata perfezione di quell’unico. Lo guardo e sento il fuoco divampare nello stomaco. Lo odio! Vorrei allungare le dita e sbriciolare la sua stupida e arrogante sicurezza che mai niente e nessuno potrà piegarlo. Rovesciargli addosso il rancore per quella fermezza con la quale si diverte a punirmi, a umiliarmi.

Ci provo, ma non riesco. Lo invidio!

«Questa volta ho toccato davvero il fondo! Invidiosa di un malconcio foglio di carta e del suo angolo perfettamente liscio! Ho bisogno di una boccata d’aria … E di un goccio di crema al whisky. Forse ne è rimasto ancora mezzo dito dentro la bottiglia.».


Finita anche questa esercitazione! Buona ricreazione Sperduti!

Mary

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