“Cosa pensare?” – La ragazza con la notte dentro

Buongiorno!

Oggi, ancora a parlare del romanzo di Lili Anolik … Con l’unica differenza che non ci saranno recensioni (che invece potete trovare qui), presentazioni ne, tanto meno, Teaser Tuesday.

Quest’oggi mi limiterò ad esprimere la mia pura e semplice opinione da lettrice appassionata, senza censure di nessun genere ne remore.

Di una cosa, però, mi sento in obbligo di avvisarvi:

spoiler

Sinceramente non so da quale argomento cominciare, tanti sono.

Prima di tutto: questa lettura non mi è piaciuta per nulla! Ho trovato l’intero romanzo assolutamente irrealistico per via del modo superficiale e limitato con cui sono stati “affrontati” (sarebbe meglio dire: trascurati) alcuni argomenti dal forte impatto sociale e psicologico, come la violenza sessuale e il suicidio.

Ma andiamo per ordine.

Sulla quarta di copertina è possibile leggere un commento di Michael Connelly, autore di thriller, di cui riporto uno spezzone in particolare: ” … una spiazzante conoscenza dei meandri dell’animo umano.”. Ecco: esattamente queste parole sono la causa delle mie grandi aspettative nei confronti del libro. SPIAZZANTE CONOSCENZA … Quando l’ho letto mi sono immaginata una vicenda intricata, in cui protagonisti lugubri e dai segreti indicibili, vagano avvolti da mantelli di un rancore silenzioso ed omicida. Una scossa di raccapriccio, che mi lasciasse basita … O, quanto meno, incuriosita.

Nulla di tutto ciò è stato riscontrato nella lettura che, al contrario, si presenta lenta – noiosa – superficiale – insensata.

Per evitare di dimenticare qualcuna delle assurdità di cui il romanzo è composto (e recriminare TUTTO il recriminabile) meglio che mi stili una piccola scaletta.

I personaggi

-Grace- Devo ammettere che mi ha seriamente stupita la sua capacità di evitare qualsiasi tipo di riflessione in merito a qualsivoglia evento drammatico della propria vita, esattamente nel modo in cui, la sua ostinazione nel blaterare per intere pagine di situazioni futili, mi ha esasperato. Durante tutta la durata del romanzo non è cresciuta, non ha appreso alcuna lezione, non è cambiata minimamente … Rimanendo la ragazzina in cerca di approvazione da parte della sorella Nica. Ogni scelta di questa protagonista appare inconcludente. A mio avviso, non ha alcuna valenza nello svolgimento degli eventi … Forse troppo concentrata nel rovinarsi la vita e nel regalarci pagine su pagine di lettura no sense. E, per favore, non menzioniamo le sue ferite … Esagerate senza ritegno. Sbatte contro delle sedie e la mano le si gonfia manco un palloncino da fiera, serra i pugni e dal palmo iniziano a gocciolarle dei rigoli di sangue … Per favore!

-Nica- Ovviamente le sue apparizioni sono ridotte al minimo, essendo ormai solo un ricordo di ciò che è stata. Nonostante questo, l’autrice è riuscita a dipingerne un quadro da femme fatale … Praticamente non si fa altro che parlare della sua vita sessuale (molto impegnativa, stando a sentire), lasciando che il personaggio venga scoperto non tanto per il proprio carattere, quanto per i partner con cui ha condiviso una nottata.

-La madre (di cui non ricordo il nome, o forse nemmeno è stato citato)- L’unico esempio, in tutto il libro, di “spiazzante conoscenza dei meandri dell’animo umano”. Una donna ossessionata dall’arte, la fotografia, al punto di stringere un rapporto ambiguo con la figlia Nica. Egocentrica, cinica fino al midollo, accecata dall’idea del successo, davanti al corpo della figlia esanime preferisce fare un paio di scatti piuttosto che telefonare immediatamente alla polizia. Soddisfacendo il proprio bisogno di concludere col botto la collezione di foto perverse. E’ proprio questo tipo di carattere a far emergere il personaggio nonostante le sue rare apparizioni, conferendogli il titolo di UNICA figura interessante! Nonché, l’unica pertinente ad un romanzo giallo.

-Il padre- Non c’è molto da dire. Praticamente è inesistente se tralasciamo una o due apparizioni ogni cinquanta pagine di storia. Non incide in nessun modo per quanto riguarda lo svolgimento degli eventi. Fondamentalmente lo reputo banale.

-Damon- Qui ci sarebbe da scrivere un manoscritto … Cosa che, forse, farò successivamente, nel momento in cui condividerò con voi gli episodi più squallidi racchiusi in queste 350 pagine. Che dire? E’ il classico ragazzo del ghetto: esteriormente dà l’impressione di poter uccidere un uomo a mani nude, giusto per il gusto di farlo, mentre nel profondo cova una natura mite e altruistica. Sinceramente, niente da dire nemmeno su di lui … Che, a mio avviso, non è affatto indispensabile ai fini della trama.

-L’accendino Bic Zebrato- Perché inserirlo fra i personaggi? No, non mi sono sbagliata. Semplicemente, avendo notato l’attaccamento emotivo di Grace nei confronti di questo arnese, non potevo non omaggiarlo. Importante a tal punto che, dopo aver ascoltato Jamie (SPOILEEEEEEEER!) confidarle di essere il vero assassino di Nica, l’unica cosa a cui riuscirà a pensare la nostra protagonista sarà come mettere le mani su quell’accendino. Ma non esistono tabacchini ad Hartford? E dai! Ossessionata da un cacchio di accendino … E nemmeno fuma. Vi riporto, qui fedelmente, la descrizione di Grace (giusto per favi capire la stupidità della situazione): «E’ un oggetto che ho sempre desiderato: figo e a buon mercato, figo non si sa perché, figo ma non per tutti, quindi superfigo.». Ma se ti piace così tanto, te li presto io due euro per comprarlo … Basta che la pianti di tirare ‘ste menate!

Per quanto riguarda gli altri personaggi, non mi sento nemmeno di esporre delle riflessioni … Considerandoli poco più che comparse.

Avvenimenti

L’argomento che maggiormente mi ha sconvolta, causa la superficialità con la quale è stato trattato, è la violenza sessuale che Grace subisce alla festa del 4 luglio. NON SE NE PARLA MAI! E questa sarebbe la grande conoscenza della mente umana? Sta ragazzina, VERGINE, viene violentata mentre è imbottita di pasticche, senza riportare nessun tipo di trauma psicofisico. Come se nulla fosse, prosegue la propria vita … Certo! Perché questo è normale!! Tant’è che lo stupro avviene alla pagina 52 e non se ne fa accenno fino alla 280esima … Scusatemi se trovo il tutto francamente ridicolo! Ovviamente non finisce qui: seguono infatti riflessioni anti femministe da far schifo (formulate direttamente dalla nostra cara Grace) e decisioni al limite del patetico come, ad esempio, (SPOILEEEEEER!) fidanzarsi con il proprio stupratore … Che altri non poteva essere se non il caro e buon vecchio Damon! Informando oltretutto il lettore, della loro decisione di non parlare mai più dell’accaduto (a fine libro). Bello!! Facciamo passare il messaggio (perché è questo che passa) che è possibile convivere con una persona di cui non possiamo fidarci. Che è naturale innamorarsi di qualcuno che ci ha ferito. Che schifo! In più, quel tenero ragazzo, successivamente all’abuso, ha fatto nuovamente sesso con Grace (questa volta consenziente) … Lei ancora non sapeva chi l’avesse violentata, ma lui era a conoscenza di ciò che aveva fatto!! Della serie: moralità ZERO!

Mi sento talmente ispirata da permettermi di citarvi alcune frasi del romanzo. Tanto per testimoniare la veridicità delle mie accuse. Tutto è scritto nero su bianco.

Questo spezzone racchiude l’istante in cui Damon ammette la propria colpa … A voi la reazione della stupida Grace.

Batte le palpebre e mi accorgo che ha gli occhi lucidi. Sto per mettermi a piangere. «Se ti ho baciato, ero cosciente» dico con voce rauca. «Avevi perso il contatto con la realtà». «Anche tu». «Non quanto te». Fa un respiro profondo, ma butta fuori l’aria tremando. Poso la mano sulla sua. «Basta così» mormoro. «Non devi dirmi altro».

Pag. 289

Dialogo fra due beoti!! Non ho altro da aggiungere.

Qui sotto, invece, riporto un pensiero talmente indegno da meritare una denuncia. A parlare è la solita imbecille, e la conversazione avviene assieme ad un’apparizione della sorella Nica.

Se noi due – noi due insieme – non l’avessimo spinto con l’inganno a fare ciò che ha fatto […]

Pag. 338

Ok, capisco che è un romanzo, una storia inventata … Ma non puoi permetterti di far passare l’idea che lo stupro sia una colpa della vittima. Scherziamo?! Dopo aver letto questa singola frase ho faticato non poco nel trattenermi dall’appiccare fuoco all’intero libro. Non diamo insegnamenti fuorvianti, per cortesia! Gli uomini non sono amebe spinte unicamente dall’istinto, e quando commettono reati simili, ricordiamoci bene: la colpa E’ UNICAMENTE loro!

Qui mi fermo, rischiando, nel caso continuassi, una denuncia per diffamazione! Tanto sono incazzata all’idea che una frase simile sia stata pubblicata.

Altra cosa, mentalmente malata, è l’ammirazione che Grace nutre nei confronti di Nica. Ammirazione … Come no! Ecco come descrive, a parole sue eh, la sorella.

Portava una gonnellina plissettata arrotolata in vita per accorciarla ancora di più. Quando si chinò a raccogliere la fascia di spugna intravidi la sua coscia, liscia e abbronzata, e un triangolino di cotone rosa shocking come una lingua di fuoco.

Pag. 10

Mmm … Sento odore d’incesto! xD Ma non è finita qui …

Il sogno di Nica, la foto in bianco e nero di mia sorella appesa sopra il tavolo. Occupa quasi tutta la parete in lunghezza e metà in altezza. E’ Nica a undici anni, sul prato dietro casa; non guarda verso l’obiettivo. I jeans sfrangiati sono scivolati così in alto da lasciar intravedere la fodera pallida e lanuginosa delle tasche e l’avvallamento buio dell’inguine. Il top legato dietro il collo le si arriccia sul davanti scoprendo il ventre liscio e concavo, teso tra le sporgenze gemelle delle ossa dell’anca. Un cerotto si stacca dal tallone destro e lo smalto sull’unghia dell’alluce è scheggiato. Nonostante sia praticamente pelle e ossa – non ha ancora le forme di una donna – il suo corpo emana una luce, un calore innegabile e disorientante. Forse dipende dal modo in cui si sfiora la spalla nuda con la bocca, avida e sensuale. O da come tiene una mano tra le cosce, quasi fosse nel bel mezzo di un sogno erotico, addormentata ma anche morta, al culmine del piacere da morta, con gli occhi chiusi, il collo abbandonato, la pelle cerea. Nell’altra mano ha una pesca, rotonda e perfetta, così lustra da mandare un bagliore sinistro. Il frutto avvelenato di una fiaba.

Pag. 90

Non so … Ma a me sembrano parole un po’ troppo libidinose per descrivere una bambina di undici anni.

Ogni scusa è buona per parlare di sesso in questo libro … E non sto scherzando! Non è un romanzo giallo … E’ un blando tentativo di racconto erotico.

– – – –

Ci sarebbero ancora troppe cose da sottoporre alla vostra attenzione, ma noto di aver già scritto in abbondanza e non vorrei stilare un articolo “pergamenico” … E poi credetemi, se vi dico che al momento sono leggermente esausta. 

“La ragazza con la notte dentro” … Per un po’, non voglio nemmeno sentirne parlare!

VOTO:

nosemaforo

P.S. Anche le quarte di copertina, delle volte mentono …

!Bacio!

Stella_Marina 

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