◊ Funne – Le ragazze ottantenni che sognavano il mare ◊

Bentornati Sperduti.

Nuova recensione della rubrica Gennaio on the read!. Più che un romanzo, appare come un diario di una grande avventura intrapresa da alcune temerarie signore: dalla dura roccia al limpido mare. La peculiarità di questo libro – dettaglio che ha attratto la mia curiosità – è sicuramente la copertina, che subito profuma l’aria di vivacità.

Vi presento Katia Bernardi con il suo: Funne – Le Ragazze ottantenni che sognavano il mare.

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Scheda

  • Titolo originale: –
  • Autore: Katia Bernardi
  • Casa Editrice: Mondadori
  • Anno di pubblicazione: 2016
  • Genere: letteratura italiana
  • Pagine: 215
  • Prezzo di copertina: € 17, 50

Recensione

Questa è la storia di un delizioso gruppo di signore abituate alla dura vita di montagna, al profumo della polenta in cottura nel ramino, alla raccolta nei campi quando è tempo di verdure fresche e alla musica frizzante delle Sagre paesane trascorse in compagnia. Ambientata a Daone, fra i monti del Trentino, racconta di un luogo chiamato Rododendro: un circolo pensionati in cui le Funne (donne, in dialetto) si ritrovano abitualmente per una chiacchiera – una risata – tombole del mercoledì – caffè corretti e briscole. In un giorno qualunque di agosto, una nuova e frizzante idea si fa strada nei loro pensieri distogliendole dalla solita routine: vedere il mare. Un piccolo desiderio che si rivela, ben presto, solamente il primo ingranaggio di un’intricato meccanismo che riuscirà – seppur momentaneamente – a dissolvere il silenzio da quelle immense pareti rocciose.

Come spesso capita, il cambiamento nasce dalla necessità e, per il Rododendro, la priorità rimane sbarcare il lunario, in modo da non rinunciare al pranzo annuale offerto ai soci e nemmeno all’abituale gita fuori porta in visita a Santuari pochi distanti. Una genuina vendita di torte, durante la Sagra di San Bartolomeo, pare la soluzione perfetta per rimpolpare la cassa, soprattutto con l’aiuto della Jolanda – che di dolci se ne intende. Ma quando si alza la posta in gioco, il piatto rischia di rimanere a secco. E se i soldi non bastano, come raggiungere il mare?

Certo, sembra facile. Il mare … E chi non l’ha mai visto?! Ma vivendo tra le montagne, abituati alla protezione della roccia e alla brezza sempre lievemente fresca anche nel mezzo dell’estate, non è cosa scontata decidere di partire – valigie alla mano – per ritrovarsi con i piedi ustionati nella sabbia dorata. Non ci si pensa nemmeno o, per lo meno, non a ottant’anni. E tante Funne il mare l’hanno ammirato solo in cartoline ingiallite dal tempo o attraverso lo schermo colorato della televisione.

Motivo in più per non rinunciare all’audace idea!

Con Erminia – la presidentessa del circolo – a capo della missione, le Funne si cimenteranno in una carrellata di esperienze mai viste ne provate. Poseranno – bellissime – per il Calendario dei Sogni; navigheranno in uno strano fiume chiamato Internét; racconteranno a volti ignoti la meta del viaggio, chiedendo un contributo tramite il croadfanding e rimarranno stupite di fronte alle luci della ribalta che, per un infinito attimo, brilleranno per loro. E quando si diffonderà il virus della resa, tutto ricadrà nella mani delle Sorelle Bandiera: l’Erminia, l’Armida e la Jolanda. Che lo stringeranno forte, quel sogno, e se ne prenderanno cura con dolci carezze da nonne. Con amore e dedizione. Con l’ardore di bambine e la tenacia di donne.

Ma quel mare … Riusciranno a sfiorarlo?

Certo è che non si può svelare proprio tutto. Perché delle volte, più della meta, è proprio il viaggio che conta.

Considerazioni personali

Basato sulla reale vicenda delle donne del Rododendro, quello di cui ho parlato è un romanzo dal sapore genuino di pranzi domenicali, balli da sala e canzoni cantate a squarciagola. Leggerlo è ascoltare. Ascoltare sogni mai rivelati – speranze celate in cassetti profumati alla lavanda – silenziosi desideri di vivere ancora un qualcosa di grande. Nel mezzo delle righe stampate, mi sono affezionata a queste Funne intraprendenti e ne ho immaginato le espressioni meravigliate di fronte a quello specchio luminoso dell’angolo trucco.

Perché quando qualcuno inizia a sognare, ricorda a chiunque lo guardi … Che è ancora possibile farlo!

Voto: 8/10

Mary

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