L’addio

E lei non voleva saltare nel vulcano.

Ma lo avrebbe fatto, per salvarlo.

Lui, con gli occhi ricolmi di lacrime la fissava senza fiato sul ciglio gorgogliante, urlando il suo nome al di sopra dei ruggiti delle fiamme.

Solo un muto istante fra i loro occhi. La malinconia del tutto. La mancanza del futuro.

Per troppo non avevano guardato dentro quella fornace che, silenziosa, viveva strisciando sotto i loro piedi. Troppo impauriti avevano sostituito le bugie con i silenzi.

Quel fuoco bruciava, intanto. Mangiava ogni cosa intorno a loro, riducendo in cenere  la panchina del loro primo bacio, le lenzuola calde del loro amore, le mani giunte in promessa e quelle istantanee dei loro sorrisi ingialliti.

Mentre avanzavano coraggiosamente fingendo che la fiamma non esistesse, tutto era scomparso.

Uno sguardo.

Lei lo avrebbe fatto. Avrebbe liberato entrambi da quella desolazione. Avrebbe rimediato agli errori commessi in due.

Lei aveva il coraggio.

Si voltò. I capelli vorticosi contro la sua pelle, il calore a bruciarle la fronte. Le mani tese invisibilmente verso lui, che mai avrebbe lasciato.

Non era pronta. Ma l’orgoglio nel cuore suggerisce altro, spesso. Un passo avanti e quel fuoco non l’avrebbe più perseguitato. Lui, che era il suo Amore, nella mente e nel cuore.

Quella voce roca e disperata urlava il suo nome da sopra la fossa infuocata. L’avrebbe fermata. Quanto l’avrebbe voluto. Allungare un braccio e impedirle di espiare le colpe di entrambi. Stringerla come sempre e ripetere ancora una volta che tutto sarebbe andato nel verso giusto.

Ma non poteva. La determinazione negli occhi di lei era stata a farlo innamorare, e mai avrebbe tradito quel tacito rispetto.

Non rimaneva che guardarla affondare nel fiume di lava, col rimorso perenne dei suoi occhi al momento dell’addio.

Ma niente gli impediva di urlarle contro ciò che il suo cuore supplicava di dire. Un ultimo Ti Amo. Un Perdonami annacquato fra le lacrime. Un Ricordami Per Sempre sussurrato dal fondo del petto. Un Io Ti Ricorderò disperato e tremante. Quell’Amore Mio ripetuto per l’ultima volta.

Da lei nemmeno una parola. Non poteva parlare o avrebbe buttato tutto. Quanto desiderava tornare indietro e perdersi in quelle braccia, così sicure, avvolgenti e perenni.

Non avrebbe potuto dire più nulla.

Lo fissava silenziosa. Gli occhi, come cascate, zampillavano i muti dolori che la logoravano.

Sarebbe stato più facile non buttarsi dentro al vulcano. Non fermare la fiamma. Imparare a vivere nella cenere.

Ma non l’avrebbe fatto. Lui non lo meritava.

E accompagnata dai gorgoglii ingordi del fuoco e dalle urla disperate di quello che era il suo Amore, voltò lo sguardo verso il suo futuro e si lasciò cadere dentro le fiamme scure.

Uno strazio insopportabile si levò dai polmoni di lui.

Non c’era più. Quei suoi occhi e la sua bocca. I capelli a volo nel vento e le mani sottili.

Il suo cuore. Profondo, immenso, sconfinato.

Era saltata nel vulcano.

Tutto ormai era cambiato.

Sarebbero stati liberi. In un tempo lontano. Con il cuore in frantumi.

 

!Bacio!

Stella_Marina

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