Pianeti in Paradiso

Durante queste ultime settimane mi sono imbattuta in alcuni pezzi del mio passato.

Forse “imbattuta” non è il termine più corretto visto che implica della casualità, mentre io mi ci sono buttata a capofitto nella ricerca di questa preziosa merce, coinvolgendo ostinatamente collaboratori strappati ai loro comodi pomeriggi del sabato per darmi man forte. Leggermente controvoglia, ma tra una risata e una presa in giro.

Insomma, cercando cercando, ho riportato alla luce frammenti di una storia che sembra lontana. Un romanzo dalle pagine ingiallite cosparse dal pungente odore di vecchio (che ai libri regala quel non so che di valore), dalla trama farcita d’amori, litigi e insicurezze.

Frammenti di me, letti dalla Stella del presente su fogli scritti di proprio pugno dalla Stella del passato.

Il filo magico e invisibile dei viaggi nel tempo.

Quaderni scarabocchiati con disegni dai bordi calcati con il duro inchiostro di una penna, libretti traboccanti false giustificazioni per quelle giornate passate in vacanze autogestite quando si sarebbe dovuti essere chini sui banchi scolastici, poesie frettolose per ragazzi mai incontrati e chilometriche lettere mai spedite al destinatario.

Fra tutti questi ritrovamenti, ecco apparire i famosi “bigliettini” lanciati da una parte all’altra dell’aula con il sottofondo dei prof troppo presi a spiegare.

Nomi che all’epoca pronunciavo costantemente, di cui ora non ricordo nemmeno il volto a cui erano connessi: Mirko, Pietro, Alessandro. Così importanti da portare via righe continue sui messaggi cartacei che rivolgevo alle amiche.

Ma chi erano?! Non ho fatto altro che chiedermelo durante tutto il tempo della lettura, sentendomi sempre più una piccola investigatrice che, impugnata la stereotipata lente d’ingrandimento, tentava (senza successo, sia chiaro) di ricostruire la sequenza degli eventi manco un protagonista di CSI.

E la lite col Manuel … Pure qui! Cosa sarà mai successo??

Nei reperti archeologici della mia adolescenza non si fa altro che accennare a questo litigio … Pareva pure serio o, quanto meno, intrigante (da donna, non posso che non esserne incuriosita!) … Ma niente! Misteri senza risoluzione sparsi a pioggia in quei pezzettini di carta ormai laceri, appallottolati così stretti che per aprirli evitandone la completa distruzione, diventa di assoluta necessità possedere un dottorato in “mano d’opera lillipuziana”.

E mentre leggevo, col cuore sovraccaricato dall’intima conoscenza di quella ragazza così simile a me, mi sono sorpresa nell’avvertire i passi intrapresi dal tempo che muta.

Sono sempre io, ma sembra un’altra vita.

Altri discorsi, differenti riflessioni, nuove paure, nomi freschi da chiamare.

Tasselli infiniti di un unico puzzle … L’insieme variopinto delle immagini raccolte dal mio sguardo durante queste innumerevoli vite vissute in ventitré anni.

 

Vorrei concludere con una pillola di “saggezza”, rinvenuta durante l’attività di lettura biglietti.

Direttamente dal 2005 … (Tenete a mente che ero piccola 🙂 !) … Ecco a voi:

“Stella: Ho capito solo che il sole morirà. Secondo te, i pianeti vanno in paradiso?

Friend: Secondo me anche i pianeti hanno un paradiso!!”

Dopo averlo letto ho riso per mezz’ora di orologio!! 😀

 

!Bacio!

Stella_Marina

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5 thoughts on “Pianeti in Paradiso”

  1. Sono i bigliettini di cui parli i protagonisti della foto della “rubrica fotografica” per caso?
    Mi piace l’idea di trovare dei collegamenti col passato, rendono il presente più vero e ci aiutano a comprendere come siamo riusciti a diventare ciò che siamo, avendone passate di più o meno brutte….
    Non ricordare di qualcosa forse è un male, ma potrebbe essere anche un bene, liberando spazio per nuovi ricordi 😉

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