All’Avventura!! (Storia di due sconsiderati).

Con questo tempo autunnale mi torna in mente un episodio tragicomico.

Protagonisti: io e Hugo.

La bella stagione cominciava ad aprirsi davanti al lungo inverno. Il sole iniziava lentamente a perdere la propria fredda timidezza e le giornate si apprestavano a ricevere le tanto agognate ore in più di luce.

Durante la serata Hugo era accorso al mio richiamo di compagnia, ritrovandomi avvolta in quella voglia di evadere così presente nei miei pensieri durante quell’anno, e si era precipitato sotto casa mia. Lui non è che viva esattamente a due passi da me! E non avendo la macchina … Tocca andare a piedi.

Ingurgitata la cena, esco.

Fuori, il buio già ben predisposto ad inghiottire ogni ombra.

Non era tardissimo, ricordo. Saranno state le nove, massimo le dieci, ma il vento svolazzante già lasciava intuire l’imminente pioggia.

Cosa allora, abbiamo deciso di fare, noi poveri solitari in mezzo al brusio nervoso della brezza? Ci siamo incamminati? Ci siamo piazzati a fare autostop?

No, certo che no!

Abbiamo optato per l’accomodarci su di una panchina dal legno gelido, iniziando a fumare raccontandoci la giornata appena trascorsa.

Una parola tira l’altra e, con l’idea sempre piazzata ben in testa che per cercare un passaggio c’era ancora tempo, é arrivata la mezzanotte.

A quel punto non si poteva più rimandare, anche perchè la promessa del vento cominciava a concretizzarsi sopra le nostre teste …

La pioggia!

In più, le nostre case distano all’incirca un’ora e mezza – due ore l’una dall’altra, motorizzati alla nostra maniera.

Per farla breve …

Ci siamo ritrovati nel buio più totale scarpinando come forsennati per le strade solitarie della periferia, sormontati dal temporale inseguitore convinto nella propria idea di doverci offrire una lunga e fredda doccia rigenerante per mitigare lo sforzo della camminata.

A metà percorso siamo riusciti nell’impresa di scovare un riparo sufficiente per entrambi e rispettivi bagagli dove abbiamo deciso di fare tappa fino all’alba, nell’intento di asciugare le nostre magliette, inconsistenti come stracci lavati con eccessivo ardore, e tentando disperatamente di far cessare quei rivoli d’acqua piovana che a cascate ci scivolavano dai capelli, cibandoci solamente con un misero pacchettino di patatine e giusto un paio di yogurt che mi ero infilata in borsa da casa.

Per fortuna, l’acqua non mancava.

Abbiamo piantato le tende, come si suol dire!

Alle sei di mattina, con la speranza rinnovata dall’avvistare del sole, siamo tornati a pensare all’autostop come ad una valida alternativa.

E, per fortuna, non ci siamo sbagliati!

Alle sette siamo giunti finalmente a destinazione … Fisicamente esasperati, inzuppati come savoiardi nel tiramisù, infreddoliti e assonnati …

Ma abbiamo riso così tanto da farci venire i crampi allo stomaco!

 

!Bacio!

Stella_Marina

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