Un singolo Grazie!

E’ impressionante come una relazione sia in grado di far maturare le persone. Me ne rendo conto ora.

La mia prima storia è durata un anno, quasi, e a quella si sono succedute tutte le altre, frenetiche e istantanee … Poi è arrivato Hugo, agli albori della mia maggiore età … Scintillante di colori, e pieno di ferite (ma io ancora non lo sapevo).

Da quel momento è cambiato tutto. Camminavo in un nuovo mondo, che agli occhi degli altri era uguale al solito ma nei miei, di occhi, aveva cambiato sfumatura.

All’inizio erano tutte risate e battute, ore intere a fare l’amore, abbracci e carezze. Successivamente, con la voglia di capirsi in mezzo alla marea umana, ho raccontato i dolori di un passato a cui permettevo di schiacciarmi … E ho pianto, per la prima volta davanti a qualcuno … Davanti a lui. Col tempo è stato lui ad aprirsi … Ed anche lì ho pianto, ho pianto per entrambi.

Non potevo sapere quanto dolore ci accomunasse.

Lì, è arrivato l’amore.

Sei anni. Di sorrisi, attimi, gioie.

Credevo di essere sulla buona strada della maturità ancor prima d’incontrarlo, credevo di conoscere l’amore, credevo di conoscermi … Semplicemente.

Ma non conoscevo ancora quel peso che impedisce agli occhi di incontrarsi ancora o ai sorrisi di fiorire insieme. Il peso dei rancori, degli errori, delle ferite mortali al cuore, delle delusioni e delle lacrime. Non avevo mai guardato in quel burrone chiamato “distanza”.

In questi sei anni l’ho fatto. Ho dovuto farlo. E ora so quanto male può fare.

Sono cresciuta più di quanto mi aspettassi.

Ho capito cosa vuol dire contare i soldi nel portafoglio, perchè non ce ne sono mai per una cena romantica, e ho capito come la rabbia possa ridurre in polvere tutto, ho capito che l’orgoglio salva, ma non salva mai il cuore … Che lentamente (ma nemmeno troppo) s’inaridisce.

E per quanto ora, quella storia, sia “finita” … Lo devo a Hugo se ho compreso a pieno cosa significhi prendersi cura di un’altra persona. Lo devo a lui se ora non ho più paura di parlare col cuore, se ho capito di non lasciare la presa ma di continuare a lottare, se ho smesso di pensare al passato come ad una ferita aperta. Lo devo a lui se ho imparato quanto male può fare l’amarsi, quanto sforzo in più richieda, quanto impegno ci deve essere, quanto sia importante.

Lo devo a lui, o meglio … A noi, l’essermi conosciuta sotto questo aspetto, così sconosciuto prima, e l’aver visto quanta forza riesco a trovare.

Quindi … Grazie!

 

!Bacio!

Stella_Marina

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4 thoughts on “Un singolo Grazie!”

  1. Caspita ci vuole coraggio, comprensione e davvero tanto amore per riuscire a passare oltre la sofferenza della perdita e trovare in questa la positività di ciò che ti ha lasciato….
    Sei riuscita a rendermi pienamente partecipe leggendo le tue parole, a volte amare, tristi altre entusiastiche e amorevoli, complimenti!

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    1. Sei molto gentile e ti ringrazio per i bellissimi complimenti!
      Mi fa davvero piacere!
      Fortunatamente, con Hugo, c’è una grandissima amicizia … Per questo motivo non mi è difficile ricordare, oltre agli errori, tutte le cose belle che ci siamo dati e che continuiamo a darci.

      Grazie della visita 🙂

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