Vegetariani si nasce, lo si dimentica e poi lo si diventa!

Ciao a tutti,

dal titolo avrete già capito di cosa intendo parlare.

Ormai sono vegetariana da quasi due anni (la data esatta, al momento non la ricordo) e finalmente ho smesso di sentire quel boccone amaro di colpa scendermi lungo l’esofago, ogni volta che mangio qualcosa.

Si, perché era così che mi sentivo negli ultimi tempi.

Fin da bambina mi sono data l’etichetta di “animalista” convinta … Ero una ragazzina che negli animali ci vedeva qualcosa di straordinariamente bello, qualcosa da preservare e per cui combattere! Ma la mia dieta prevedeva piatti abbondanti di fegato alla veneziana, petti di pollo, hamburger con il rispettivo sughetto.

Credevo fosse normale. Pensavo che amare gli animali significasse semplicemente non ucciderli … Il che non mi toglieva il diritto di mangiarli!

Invece no! Quanto sbagliavo!

Durante la primavera del 2014 ho cominciato a pormi migliaia di domande riguardo a me stessa, a cosa stessi facendo, a chi volevo diventare… E mi chiesi anche cosa significasse, per me, essere animalista.

Fidatevi … Quando la risposta a questa domanda, vi arriva nell’esatto istante in cui gustate una bistecca di pollo, la botta è davvero dura. Fa male!

Capii in quel momento il mio enorme errore, rabbrividendo di disgusto per me stessa.

Lentamente cominciai a prendere in considerazione l’idea di smettere di mangiare carne. Mi informai dal mio medico curante, feci un miliardo di ricerche allo scopo di essere pronta e sicura, al cento per cento, di cambiare completamente vita.

Perché anche se si tratta semplicemente di una variazione della dieta, la vita ti si stravolge per davvero! Cambiano le abitudini, bisogna affaccendarsi nella ricerca del nuovo confort food e si deve prestare maggiore attenzione all’afflusso di proteine nel corpo, onde evitare di ritrovarsi distesi a terra, pallidi come un lenzuolo.

Io, ad esempio, ero un assidua frequentatrice del Mc Donald’s … Lo chiamavo “la mia seconda casa” e questo lascia ben intendere quanto adorassi mangiare lì. Conoscevo ogni panino, ogni salsa o variazione del menù … Riuscivo ad ingozzarmi come un camionista! Una piccola abitudine che faceva parte del mio essere me, con cui gli altri mi identificavano.

Una “parte di me” che ora non c’è più.

All’inizio del mio percorso da vegetariana, questa cosa mi ha sconvolta … Mi sentivo come se non fossi più realmente me stessa, come se avessi perso degli stralci del mio vecchio carattere e questo mi disorientava, trascinandomi in momenti di grande sconforto.

Ma il rispetto verso la vita animale è stato più forte di quei turbamenti e, presto, ho imparato a ri-conoscermi per quella che sono adesso …

E cioè: una 23enne vegetariana che va pazza per le cotolette di soia accompagnate da una porzione smisurata di quinoa! Questa sono io, adesso! E ne sono felice!

Delle volte mi capita ancora di percepire la mancanza dei cibi da fast food (io la chiamo “astinenza del passato”) … Ma mi preparo un bel panino imbottito di burger di soia, salse e sottaceti … E tutto passa!

!Bacio!

Stella_Marina

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